Quando nacque il suo allevatore gli dette questo nome in omaggio a Peter V. Johnston, allenatore che si occupava dei cavalli della sua scuderia e al quale venne affidato anche Peter the Great, per essere domato e successivamente preparato in vista delle Fu-turity alle quali era stato iscritto.
L'opera di P. V. Johnston non fu facile a causa della natura stessa del cavallo e dei mille problemi che faceva sorgere; per colmo della sfortuna quando la preparazione era già a buon punto il cavallo fu colpito da una forma influenzale che lo costrinse all'inattività per oltre un mese. L'allenatore con pazienza riprese il lavoro interrotto ricominciando quasi da zero; al momento della partenza per Lexington non si può dire che si nutrissero troppe speranze sul risultato della corsa, ma il cavallo, nonostante la scarsa fiducia in esso riposta, si comportò egregiamente giungendo secondo in entrambe le prove dietro l'imbattuta Janie T., favorita della corsa.
Dopo questo successo fu inviato nel Michigan ove passò tutto l'inverno libero nei paddocks. Quando giunse il momento di riprendere gli allenamenti in vista delle Futurity riservate ai tre anni, Peter the Great aveva dimenticato tutto ciò che aveva appreso l'anno precedente e il suo bravo allenatore dovette ricominciare ancora una volta tutto da capo. Ovviamente il programma fu modificato e la preparazione fu condotta in prospettiva del Kentucky Futurity.
In questa prestigiosa corsa il cavallo vinse tutte e tre le prove, facendo registrare nell'ultima il tempo di 2'12" 1/2 che rappresentava anche il record della corsa. All'inizio del 1899 Peter the Great fu venduto a J. Malcolm Forbes di Boston e passò in allenamento al giovane Henry Titer; il motivo che spinse il suo allevatore a cedere il cavallo furono le dimissioni di Peter V. Johnston, che avendo ormai 57 anni aveva deciso di ritirarsi dall'attività agonistica.
Il nuovo proprietario trasferì il cavallo nel suo allevamento e sino alla fine della primavera lo fece funzionare come stallone. Allorché giunse il momento di riprendere l'allenamento Titer incontrò molte difficoltà nell'inquadrare il trottatore, specie per quanto atteneva la ricerca del giusto equilibrio. La prima corsa a quattro anni Peter the Great la disputò sulla pista di Hartford: fu battuto nella prima prova ma vinse le altre tre, facendo segnare rispettivamente 2'08"3/4, 2W1/4 e 2'09"l/2. Dopo questa brillante prestazione fu trasferito a New York dove, sulla nuova pista dell'Empire City, vinse le due prove in 2'07"l/4 e 2'08"l/4. Il 26 settembre si aggiudicò, senza però entusiasmare, le due prove di una corsa a Louisville, facendo registrare tempi più modesti: 2'11" nella prima e 2'10" nella seconda. Il 5 ottobre a Lexington partecipò al Transylvania Trot, vincendo la prima prova in 2'05"l/4; nella seconda fu duramente impegnato da Charley Heer ma riuscì ancora a spuntarla in 2'08"l/4; nella terza ruppe e rimesso non andò oltre il terzo posto; nella quarta prova si portò al comando ma, dopo aver condotto fino in retta d'arrivo, ruppe due volte e la seconda sul palo (che tagliò ancora primo) per cui venne squalificato. Nella quinta prova la tattica fu la stessa della precedente e anche l'errore fu ripetuto dal cavallo, questa volta a duecento metri dal traguardo. La sesta e la settima prova, riservate ai vincitori delle prime cinque, lo videro due volte terzo.
La settimana successiva il cavallo fu ripresentato nel Premio Ashland: battuto nella prima prova da Tom-my Britton, che vinse in 2'09"3/4, nella seconda si affermò in 2'12"3/4. Le due prime manches esaurirono le energie dei due contendenti e le altre tre prove furono appannaggio di Bonnatella, che sorprendentemente vinse in 2'12"l/2, 2'12"l/2 e 2'12"3/4.
Nella primavera del 1900 Peter the Great fu nuovamente impiegato come stallone e quando Titer decise di riprendere gli allenamenti il cavallo di correre non ne volle sentire parlare per cui fu dato l'annuncio del rinvio della preparazione, in vista del Grand Circuit. Ma non fu così: Peter the Great fu ritirato dalle corse e Forbes, invece di incolpare l'allenatore o di prendersela con se stesso per aver male impiegato il cavallo, si accanì proprio contro il povero animale, riservandogli un trattamento indegno d'un così grande campione.
Nella primavera del 1903 una figlia di Peter the Great e di Fanella, Sadie Mac aveva vinto in 2'06"l/4 il Kentucky Futurity, ma nonostante ciò Forbes mise in vendita lo stallone che fu acquistato, all'asta tenuta al Madison Square Garden di New York, da Peter Duryea per 5000 dollari. L'acquirente aveva per socio W. E. Stokes il quale disapprovò l'operazione ma finì con l'accettare la comproprietà del cavallo.
Nell'allevamento dei due a Lexington (Patchen Wilkes Farm) lo stallone, al tasso di monta di 100 dollari, si rivelò in tutta la sua grandezza. Quando la società fra Duryea e Stokes fu sciolta, la proprietà del cavallo rimase al primo che nel 1916 lo vendette per 50.000 dollari a Fletchen, titolare della Laurei Hall Farm di Indianapolis. Peter the Great secondo gli accordi intercorsi funzionò ancora per due anni nel Kentucky presso la Forkland Farm, ma nel 1918 fu trasferito nel nuovo allevamento dove funzionò per quattro stagioni. Ritirato dall'attività nel 1922, perché rivelatosi ormai impotente, morì un anno dopo, il 25 marzo del 1923, all'età di 28 anni con la testa fra le mani dell'uomo cui era stato affidato, Jacob Councilman, al quale Peter the Great si era molto affezionato. Ma questo sentimento era ricambiato al punto che questi nel suo testamento scrisse di voler essere cremato e che le sue ceneri dovevano essere sparse sulla tomba di Peter the Great. La carriera di riproduttore di Peter the Great tradotta in cifre si può così riassumere: padre di 189 stalloni e di 498 trottatori, oltre che di 163 ambiatori; le sue figlie hanno dal canto loro prodotto 812 trottatori.
Fra i figli più illustri di Peter the Great ricordiamo: Peter Scott (b. 1909) padre di 15 stalloni e di 88 trottatori; Peter Volo (b.o. 1911) padre di 69 stalloni e di 377 trottatori di cui 7 con record di 2'00"; Peter the Bre-wer (b. 1918), padre di 17 stalloni e di 143 trottatori; The Laurei Hall (mo. 1918), padre di 10 stalloni e di 96 trottatori in USA e di 95 trottatori in Italia; Azoff, padre del grande Peter Manning (c.b. 1916-l'56"3/4).
Proprietari: Mr. Streeter - J. Malcolm Forbes
Guidatori: P. V. Johnston - H. Titer
Vittorie più prestigiose: Kentucky Futurity (1898)



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