Hits smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon

torneseI dubbi sulla paternità di questo grande cam­pione sembra siano stati risolti una volta per tutte: Tabac Blond (s. 1941 da Kozyr) sareb­be stato infatti sostituito nel pedigree da Pharaon (s. 1937). Il dubbio sorto era legit­timo vista la straordinaria somiglianza del «sauro volante», così era soprannominato Tornese, con Pharaon.

A proposito di que­sto appellativo dato al cavallo non ci sono obiezioni di sorta da fare: l'eccezionale rapidità dei suoi spunti, il ritmo stesso che era in grado di imprimere alla corsa, il suo trotto caratterizzato da un'azione fluida e del tutto naturale, non potevano suggerirne uno mi­gliore. Era uno spettacolo vederlo passare davanti alle tribune con quella sua criniera al vento e lottare sempre con coraggio fino al traguardo. E tutto ciò nonostante soffrisse per una setola (fenditura verticale della pa­rete dello zoccolo) ad un anteriore. Per que­sto motivo debuttò in corsa solo a tre anni e in modestissima categoria avendo corso ini­zialmente persino a vendere.

carriera_torneseMa l'anno suc­cessivo Tornese balzò alla ribalta. Nel Gran Premio delle Nazioni, guidato come sempre dal suo allenatore M. Santi, colse un inatteso successo vincendo su Smaragd e Oriolo. Nel 1957 vinse il Gran Premio Lotteria Nazionale precedendo in finale Gelinotte e nel Premio UNIRE a San Siro in 1 ' 18" dominò su Oriolo.

II  cavallo passò quindi in allenamento a Ser­gio Brighenti e le vittorie si moltiplicarono: vinse sui principali ippodromi italiani da Ro­ma a Cesena, a Napoli, a Firenze, a Modena e a Milano. A San Siro fu battuto da Crevalcore nel Gran Premio delle Nazioni al quale parteciparono anche Gelinotte ed Icare IV,
ma si affermò nel Premio d'Inverno costrin­gendo alla resa Oriolo che quell'anno fu il suo più valido antagonista.

genea_torneseIl 1958 fu l'an­no d'oro di Tornese. Dopo lo sfortunato ten­tativo nel Prix d'Amérique, nel quale non figurò a causa del riacutizzarsi della soffe­renza al piede, dominò in Italia su tutte le piste: vinse a Roma, a Milano, a Napoli ri­petendo il successo nel Gran Premio Lotte­ria Nazionale, a Modena, a Firenze stabilen­do nel Premio Duomo il suo limite persona­le (ma anche il nuovo record italiano) in l'15"7 al km, a Trieste, a Montecatini. Do­po il secondo posto ottenuto nel Gran Pre­mio delle Nazioni il cavallo venne affidato a G. Ossani. Vinse due corse a Roma poi fu trasferito a Milano per il Premio d'Inverno: non riuscì in questa corsa nell'impresa di rendere quaranta metri ai più giovani e finì non piazzato.

Nel 1959 Tornese alternò ri­sultati positivi con prove deludenti. Nel Prix d'Amérique a Parigi arrivò terzo dietro Jamin e Icare IV, mentre in Italia i duelli con Crevalcore continuarono senza tregua. Quel­l'anno la trasferta americana si concluse con il 4° posto nel New York Summer Festival vinto da Icare IV ed il 2° nel Roosevelt In­ternational Trot dietro Jamin.

A Milano nel Gran Premio delle Nazioni il cavallo, affi­dato di nuovo alle mani abili di S. Brighen­ti, conquistò una vittoria importante davanti a Jamin e Icare IV. Nel 1960 Tornese giun­se secondo nel Prix d'Amérique vinto da Hairos, ma a Cagnes-sur-Mer si prese una pronta rivincita nel Grand Critèrium de Vitesse de la Còte d'Azur precedendo lo stes­so Hairos e Jamin. In Italia corse con alter­na fortuna, vincendo il Gran Premio della Fiera ma perdendo contro Crevalcore nel Campionato d'Europa.

Nel 1961 si classificò ancora una volta secondo nel Prix d'Améri­que vinto da Masina, ma ripetè il successo dell'anno prima a Cagnes-sur-Mer (riconfer­mando il suo record in l'15"7). La rivalità con Crevalcore intanto si intensificò finen­do spesso con il favorire la vittoria di un ter­zo concorrente. Negli Stati Uniti si piazzò 4° e 2°, rispettivamente nel Roosevelt Inter­national Trot e nella Challenge Cup vinti en­trambi da Hairos. Alla fine dell'anno co­munque Tornese si aggiudicò la classifica del Grand Circuit International. Nel 1962 a dieci anni il vecchio Tornese era ancora sulla sce­na a recitare un ruolo di primo piano: vinse il Gran Premio Lotteria Nazionale, il Cam­pionato Europeo a Cesena, il Gran Premio Città di Montecatini e il Gran Premio Frec­cia d'Europa.

È il caso a questo punto di sot­tolineare che dal 1957 al 1962 Tornese fu sempre all'arrivo nel Campionato Europeo (quattro volte primo e due volte secondo) e conquistò sempre il diritto a disputare la fi­nale (sei volte in finale, tre volte primo e due volte secondo) nel Gran Premio Lotteria Na­zionale ad Agnano.

Nel 1963, dopo una car­riera così estenuante, Tornese è andato in razza, ma con risultati non troppo soddisfa­centi e non poteva essere altrimenti, non es­sendo lecito attendersi di più da un soggetto così sfruttato in corsa. Ha dato comunque 45 trottatori di cui quattro in 1'I8".

Nel 1966 è purtroppo morto prematuramente senza aver avuto la possibilità di dare, una volta ritemprato, quei prodotti di livello interna­zionale che da lui ci si attendeva.

Allevatore: S. Manzoni
Proprietari: S. Manzoni - Allevamento del Portichetto
Allenatori-Guidatori: M. Santi - (S. Manzoni*) - S. Brighenti - (R. Miseroni*) - G. Ossani
Vittorie più prestigiose: Gran Premio delle Na­zioni (1956-1959), Premio d'Inverno (1957), Gran Premio Lotteria Nazionale (1957-1958-1962), Campionato Europeo (1957-1958-1961-1962), Gran Premio Freccia d'Europa (1957-1958-1962), Premio della Vittoria (1957-1958), Premio Ghir­landimi (1958-1959), Premio Duomo (1958-1960-1961), Premio della Repubblica (1958-1959-1961), Gran Premio Città di Montecatini (1958-1960-1962), Premio Tor di Valle (1959-1960-1961), Gran Premio della Fiera (1960), Grand Critèrium de Vitesse de la Còte d'Azur (1960-1961), Premio Encat (1960-1961-1962)

* Guidatori occasionali.

sauro volante», così era soprannominato Tornese, con Pharaon.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 16 Maggio 2011 09:46 )