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Il cavallo domestico compare nell'isola nell'età del bronzo. Nel pericoloso processo di addomesticamento, il sardo neolitico, non ha mancato di prendere tutte le necessarie precauzioni, per la propria incolumità, adottando mezzi e sistemi di cui restano ancor oggi vive tracce, meritevoli di una breve illustrazione in questa sezione e nelle pagine che seguono e seguiranno.
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 Sorretto dall'intelligenza, l'uomo catturò e ridusse alle sue volontà, animali di lui più forti, diffidentissimi, pericolosi e non privi di astuzia; per cui in sì gigantesca lotta , egli affinò l'ingegno e applicò le necessarie misure protettive e costrittive.
Ultimo aggiornamento Sabato 14 Maggio 2011 17:54
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La paleontologia, finora, non ha reperito nell'isola resti di equus; fatto questo che non dimostra l'assenza del cavallo nella fauna quaternaria sarda in quanto, nei più antichi stanziamenti preistorici isolani, come la grotta S. Adde di Macomer 1 del protoneolitico, sono stati trovati abbondanti resti di detto quadrupede, nello strato più profondo e antico, a m. 0,80.
Ultimo aggiornamento Sabato 14 Maggio 2011 16:45
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 Lo sviluppo dell'allevamento equino la Sardegna lo deve ai romani che, per i cavalli, ebbero sempre una particolare passione e interesse economico e militare. Passione che fu assimilata dai sardi che ancora conservano specie nel Capo di Sopra.
Ultimo aggiornamento Martedì 17 Maggio 2011 15:09
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Nell'amministrazione bizantina di Sardegna erano compresi undici semissalis addetti agli allevamenti imperiali e traevano il loro nome dal « semissis », ch'era il ferro usato a caldo per la marcatura dei cavalli 1.
Ultimo aggiornamento Martedì 17 Maggio 2011 14:54
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Dai numerosi cenni contenuti nel suo Condaghe, S. Nicolò doveva avere il suo allevamento equino tra Campeda, Mulargia e Bortigali, dove, in quelle vaste e fresche tanche, ricche di acque e pascoli, e in passato ricche di querce, ancor oggi si allevano i cavalli dei predetti villaggi e di Macomer.
Ultimo aggiornamento Sabato 14 Maggio 2011 17:57
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Gli equini erano divisi anch'essi in due distinti allevamenti: cavalli e cavalle domite, e cavalli selvatici, da non confondersi con cavalli rudi e indomiti.
Ultimo aggiornamento Sabato 14 Maggio 2011 17:58
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Il primo documento sugli allevamenti zootecnici è una Carta Reale di Alfonso d'Aragona, datata a Gaeta il 9 maggio 1442, e riguarda la tassa di tre ducati d'oro per ogni cavallo esportato dalla Sardegna:
«Nos Alfonsus Dei Gratia Rex Aragonum etc. cum iter occurrentes curie nostre necessitates immensas ad jura nostra quam ad vassallorum sub ventiones ricurrere nos oporteat, non indigne agere credimus si jura nostra cuisqumque prejudicio adaugere et conservare curamus.
Ultimo aggiornamento Sabato 14 Maggio 2011 17:58
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Secondo le notizie del Fara e del Camos, la pastorizia sarda, nel sec. XVI, era prevalentemente dedicata agli ovini e caprini, in secondo grado venivano i bovini e poi i suini, ultimi gli equini. Un'interessante statistica sulla consistenza del bestiame della Sardegna nel sec. XVI è contenuta nella relazione del Camos, risalente al 1572. 1
Ultimo aggiornamento Sabato 14 Maggio 2011 17:59
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Mentre sono scarse le notizie storiche sugli allevamenti del bestiame vaccino, ovino, suino e caprino per il secolo XVII 1; per gli allevamenti degli equini, date le necessità militari, le notizie sono maggiori.
Ultimo aggiornamento Sabato 14 Maggio 2011 17:59
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Come primo provvedimento del secolo per la riorganizzazione della R. Tanca fu quello di riparare le cadenti costruzioni. Con ordine del R. Procuratore, del 17 maggio 1706, furono fatte delle grandi riparazioni alla casa, alla cappella e alla cavallerizza della Regia Tanca di Paulilatino, con l'intento di riordinarla e riattivarvi l'allevamento e riportarlo all'importanza del passato.1
Ultimo aggiornamento Sabato 14 Maggio 2011 18:00
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La storia dell'ippicoltura sarda del XIX secolo è ancora intimamente legata, come nei secoli anteriori, alle vicende storiche della Regia Tanca di Paulilatino, di cui si è ampiamente scritto.
Ultimo aggiornamento Domenica 15 Maggio 2011 07:56
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