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Circa quattro
secoli sono trascorsi da quando in Inghilterra cominciarono
a sorgere i primi, se così si può dire, ippodromi. Agli inizi
si trattò in realtà più che altro di percorsi recintati che
nulla avevano a che fare con la nostra concezione d'ippodromo.
Da allora lo sviluppo e l'incremento di questi luoghi destinati
allo svolgimento delle corse dei cavalli sono stati continui
e hanno interessato ogni angolo del mondo. Attualmente, specie
in alcuni paesi, esistono impianti favolosi che uniscono ai
moderni accorgimenti tecnici, che fanno delle piste l'ideale
terreno di gara, infrastrutture in grado di assicurare allo
spettatore ogni comodità. Le piste possono essere in erba, in
sabbia o in terra battuta e il loro sviluppo, così come il loro
tracciato, presenta notevoli difformità, specie in alcuni paesi
rispetto ad altri. Alcuni ippodromi presentano piste il cui
andamento altimetrico è perfettamente pianeggiante, mentre in
altri lungo il tracciato esistono dislivelli a volte anche di
una certa entità. Un fattore molto importante riguardo alle
piste consiste nella capacità di drenaggio che offrono gli strati
sottostanti, consentendo al terreno di mantenere in superficie
la sua morbidità ed elasticità attraverso un rapido deflusso
dell'acqua apportata dalle piogge o impiegata nell'irrigazione.
Abbiamo voluto offrire una panoramica di grafici di alcuni degli
ippodromi più importanti del mondo senza interessarci di quelli
che sono i servizi offerti, ma soffermando l'attenzione sulle
piste, i percorsi e gli starts delle principali distanze sulle
quali le corse vengono disputate. A proposito di questi grafici
va detto che non tutti sono riprodotti in scala in quanto alcuni,
ed in particolare quelli delle piste inglesi, sono schematizzati
e pertanto non tengono talvolta conto dei rapporti reali, specie
per quanto attiene la posizione delle partenze.1
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AA.VV., I Grandi cavalli, Ed. A. Mondadori, Milano 1983,
pp.146 e ss.
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